sabato 3 febbraio 2018

Pamela, litri di candeggina sul corpo: "Cancellate dal nigeriano le prove dello stupro"


Spuntano nuovi particolari agghiaccianti dalle indagini sulla morte di Pamela Mastropietro, la 18enne di Roma uccisa e fatta a pezzi con una mannaia e un grosso coltello dopo essere scappata dalla comunità terapeutica nelle Marche dove da ottobre si stava disintossicando.
Per il delitto è in stato di fermo un 29enne nigeriano ex rifugiato residente a Macerata, Innocent Oseghale. L'uomo dopo aver smembrato la ragazza sarebbe andato con un connazionale in una rivendita di prodotti per la casa per acquistare della candeggina per spargerla sul cadavere.


Avrebbe così lavato le parti del corpo della ragazza prima di metterle nei due trolley trovati nelle campagne di Pollenza. Sembra inoltre che siano state cancellate le tracce dello stupro. Nel frattempo, oggi a Macerata davanti al gip Giovanni Maria Manzoni si terrà l'udienza di convalida del fermo. L'uomo, che si dichiara innocente, si trova nel carcere di Montacuto (Ancona).

L'autopsia non ha ancora chiarito le cause del decesso della giovane che si era allontanata il 29 gennaio dalla comunità di recupero Pars di Corridonia (Macerata). Probabilmente la teenager è entrata in contatto con Oseghale, che ha precedenti per spaccio di stupefacenti, per comprare della droga. La giovane è stata smembrata e il corpo chiuso in due trolley. Gli inquirenti non escludono che la morte sia giunta prima per overdose.

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